30° Congresso Nazionale

30° congresso Nazionale - Società Italiana di Flebologia

30° congresso Nazionale – Società Italiana di Flebologia

30° congresso Nazionale – Società Italiana di Flebologia

8-9-10 Novembre 2017  a Napoli

Addio a Gianni Massimini

gianni-massimini

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Gianni Massimini, amico e sostenitore della nostra associazione è mancato il 17 luglio 2017.

Mancherà tantissimo a tutti noi la sua simpatia e la sua collaborazione che ci hanno tanto aiutato, nella nostra azione in questi anni.

Lo vogliamo ricordare con affetto esprimendo ai suoi cari e in particolare  alla moglie Cristina il nostro cordoglio e la nostra vicinanza.

Massimo Pisacreta e tutto lo staff

Giorgio Biavati e il medico Massimo Pisacreta

Asfap Milano

Asfap Milano

 

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Corso Taping dicembre 2013

Il Prof. Corda durante una dimostrazione di applicazione di Taping durante il corso.

Il Prof. Corda durante una dimostrazione di applicazione di Taping durante il corso.

Si è svolto regolarmente e con successo il corso di  tape in riabilitazione ortopedico traumatologica e flebolinfologica.

Molti i partecipanti, 30 in totale, che hanno seguito con attenzione le lezioni del Prof. Domenico Corda.

Ha suscitato soprattutto vivo interesse la puntuale spiegazione dei principi anatomici e neurofisiologici su cui si fonda il meccanismo d’azione del Taping. Le lezioni teoriche, estremamente efficaci e esaurienti sono state completate dalle sessioni pomeridiane durante le quali sono state effettuate numerose dimostrazioni pratiche.

I partecipanti hanno poi potuto, sotto la guida dei tutor, effettuare essi stessi esercitazioni pratiche che si sono dimostrate molto utili e formative.

Partecipanti attenti alla dimostrazione

Partecipanti attenti alla dimostrazione

Due partecipanti al corso effettuano reciprocamente un esercizio di Taping  linfodrenante.

Due partecipanti al corso effettuano reciprocamente un esercizio di Taping linfodrenante.

 

Il Varicocele pelvico femminile

Quadro di varici della coscia ad origine vulvare secondarie a varicocele pelvico

Quadro di varici della coscia ad origine vulvare secondarie a varicocele pelvico

IL VARICOCELE PELVICO FEMMINILE

Si tratta di una patologica dilatazione e perdita di tono dei plessi venosi periuterini e ovarici che, oltre a provocare una sintomatologia pelvica ben nota ai ginecologi (Sindrome da Congestione Pelvica), è talvolta responsabile del realizzarsi di specifici punti di fuga, attraverso i quali l’ipertensione venosa dal bacino può propagarsi agli arti inferiori. Si determinano così quadri di insufficienza venosa caratterizzati da sintomatologia e distribuzione topografica particolari. L’incontinenza venosa colpisce, nella maggioranza dei casi, la vena ovarica sinistra, per motivi anatomici, ma non mancano casi di bilateralità per la presenza di ampie anastomosi venose ovo-ovariche

Nella donna il varicocele pelvico si associa frequentemente a dolore pelvico cronico riferito a livello del basso ventre, intermittente o continuo, spesso in coincidenza con il ciclo mestruale; talvolta può estendersi alla parte posteriore delle cosce e delle natiche e spesso si accompagna a sintomi di urgenza urinaria, a costipazione intestinale o a congestione emorroidaria.

In più di 1/3 delle pazienti si presentano dolori durante il rapporto sessuale, nel 15% dei casi si manifesta dismenorrea e nel 60% si presentano varici della parte inferiore della vagina, della vulva e degli arti inferiori. Si tratta in quest’ultimo caso di varicosità atipiche perché tendono a distribuirsi alle cosce in territori diversi da quelli abituali per l’ insufficienza ostiale della safena, prendendo origine da plessi venosi emorroidari, del perineo (zona anatomica comprendente ano e genitali esterni), delle grandi labbra o della regione inguinocrurale (foto).

Per approfondire prosegui in “articoli”: Il trattamento endovascolare del varicocele pelvico.

Edema Linfatico

EDEMA LINFATICO

Giorgio Biavati

Giorgio Biavati e il Dott. Massimo Pisacreta

Giorgio Biavati e il Dott. Massimo Pisacreta

Biavati è un uomo di grande simpatia ed intelligenza. Ci siamo subito capiti. Correva un grosso rischio. I sintomi che aveva accusato erano solamente il campanello d’allarme di un evento più grave che stava per accadere. Non riusciva a parlare correttamente, aveva difficoltà ad esprimere i concetti, era spaventato. Il suo cervello non rispondeva correttamente, erano i segni di un’ischemia, la mancanza di sangue ad una parte dell’encefalo probabilmente dovuta ad una piccola embolia.

La causa dell’embolia la trovammo quasi subito grazie ad un’ecodoppler delle sue carotidi che dimostrava un restringimento della carotide sinistra, una placca, probabilmente ulcerata. L’intervento per  rimuovere la placca era necessario e doveva essere eseguito rapidamente. L’intervento era rischioso? Certamente come ogni gesto chirurgico comportava dei rischi ma questi  erano di gran lunga inferiori al rischio costituito dall’ischemia in atto.

Abbiamo isolato chirurgicamente la sua carotide e all’interno abbiamo trovato una placca ulcerata sulla quale si era formato un coagulo che era in procinto di distaccarsi e creare un embolo che avrebbe causato, quasi sicuramente, un ictus devastante. Siamo arrivati in tempo. Dopo pochi giorni Giorgio festeggiava con le infermiere la sua dimissione dall’Ospedale Luigi Sacco e faceva autografi. Io gli raccomandavo di cambiare atteggiamento ed essere attento alla dieta e a tutti i fattori di rischio che sappiamo causare direttamente o indirettamente le arteriopatie: fumo, ipertensione, alterazioni dei parametri ematochimici come glicemia, colesterolo e trigliceridi. Infine gli ho detto che grazie alla sua notorietà poteva essere un messaggero di salute e poteva trasmettere agli altri gli insegnamenti ricevuti dalla sua esperienza. Così ha iniziato a collaborare con la nostra associazione e si è fatto portavoce della nostra parola d’ordine: prevenzione.

Prevenzione nell’ambito delle arteriopatie, soprattutto delle arteriopatie che colpiscono i vasi a terminazione cerebrale come le carotidi, è conoscere quali sono i fattori di rischio. Stress, vita convulsa, ipertensione, fumo, alcolici, dieta sregolata e ricca di grassi, diabete, sindrome metabolica intesa come alterazione in associazione di vari fattori come colesterolo, trigliceridi, glicemia sono gli elementi più noti e facili da controllare ed eliminare. Bisogna tentare di modificare il modello di vita, cercare di eseguire un’attività fisica, possibilmente all’aperto, tenere una dieta ipocalorica.

Inoltre quando vi è un dubbio rivolgersi al medico. Questi potrà eventualmente consultare uno specialista.

Infine abbiamo nelle nostre mani un’arma formidabile, la diagnostica incruenta per ultrasuoni. In sostanza si tratta dell’ormai noto ecocolordoppler. Un ecografo specifico che ci fornisce immagini ecografiche molto dettagliate dei vasi sanguigni associando ad esse dati sulla velocità e caratteristiche del flusso sanguigno. Questa mole di dati ci fornisce tutte le possibilità di eseguire una diagnosi precoce di arteriopatia e di prevenire malattie gravi e invalidanti come l’ictus cerebrale, l’aneurisma dell’aorta addominale rotto,  le arteriopatie degli arti inferiori.

Io con alcuni miei collaboratori abbiamo fondato l’associazione per lo studio e la cura delle arteriopatie e flebopatie periferiche ASFAP. Uno degli scopi dell’associazione è proprio quello di permettere alla persone come Giorgio Biavati di aiutarci a divulgare la conoscenza delle malattie dei vasi sanguigni. Questo porterà le persone ad avere una maggior coscienza della gravità di queste patologie e a sapere che la loro  prevenzione è possibile; che la diagnosi precoce è necessaria e porta ad una riduzione importante delle conseguenze di queste malattie; che curare queste affezioni è molto costoso e comporta uno sforzo immane per la società  in termini di risorse umane, strutturali ed economiche.

 

Grazie Giorgio!

Massimo Pisacreta

7-8-9 novembre – Robert Stemmer -

5° Seminario di Robert Stemmer “The compression Therapy and phlebolymphologi.  Napoli 7-8-9  Novmbre

seminar

http://www.terapiacompressiva.it/wp-content/uploads/2012/10/bozza_cartolina_con-patrocini_vericale.pdf

22° “FLEB DES ALPES”

SEZIONE TRENTINO ALTO ADIGE della

SOCIETA’ ITALIANA DI FLEBOLOGIA

       SIUSI  5-7 Febbraio 2014

       Coordinatore: Prof. Dr. H. Ebner

Programma preliminare

 

Mercoledì 5 Febbraio 2014                          

Comunicazioni sul tema: TEMA LIBERO

Inaugurazione

Cocktail di benvenuto

 

Giovedì 6 Febbraio 2014

Comunicazioni sul tema: TEMA LIBERO

Comunicazioni ed esercitazioni pratiche:  TERAPIA COMPRESSIVA

 

Venerdì 7 Febbraio 2014

Comunicazioni sul tema:                  INCONTRO ITALO-TEDESCO

Comunicazioni ed esercitazioni pratiche:  MEDICAZIONI AVANZATE

Test di autovalutazione                                             

Cena sociale e premiazioni                             -              Chiusura del Congress

Congresso 19 ottobre 2013

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 III  Congresso Regionale S.I.F.  Regione Piemonte

http://www.societaitalianaflebologia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=202:iiid-congresso-regionale-sif-regione-piemonte&catid=53:congressi&Itemid=53