30° Congresso Nazionale

30° congresso Nazionale - Società Italiana di Flebologia

30° congresso Nazionale – Società Italiana di Flebologia

30° congresso Nazionale – Società Italiana di Flebologia

8-9-10 Novembre 2017  a Napoli

Premio Pierina Benzoni 2016

Premio_Pierina_Benzoni_2016

Premio_Pierina_Benzoni_2016

Il Premio “Pierina Benzoni” giunto alla quinta edizione, si è svolto durante le giornate del Congresso Nazionale della Società Italiana di Flebologia, convocato quest’anno per la sua 23a edizione a Pisa dal 13 al 15 ottobre.

Il premio è riservato alla migliore comunicazione dei soci under 40. E’ nato con lo spirito di promuovere ed evidenziare l’attività dei nostri giovani colleghi per poter dare loro un’opportunità di fare conoscere e gratificare il loro lavoro e prezioso impegno.

E’ un’ottima occasione per  stimolarli alla ricerca nell’ ambito flebologico e coinvolgerli nell’attività della società.

Quest’anno il Premio ha visto il contributo di un grande numero di partecipanti, tanto da rendere necessaria l’organizzazione di due sessioni,  una in aula magna e una nell’aula Galilei per poter consentire le presentazioni dei sedici concorrenti. Questa importante partecipazione rende onore all’ impegno dei giovani della SIF e a tutti i nostri soci che si sono dati da fare nel perseguire il successo della manifestazione.

La commissione giudicatrice era composta dal dott. Massimo Pisacreta, ideatore del premio e presidente dell’ass. ASFAP (Associazione per lo Studio delle Flebopatie e Arteriopatie Periferiche) che lo sponsorizza, da Gennaro Quarto in qualità di responsabile del comitato editoriale della SIF, da Elena Giacomelli e Laura Ukovich che hanno moderato le due sessioni di comunicazioni.

La migliore migliore comunicazione verrà pubblicata a spese della SIF sulla rivista Annali Italiani di Chirurgia (rivista ufficiale della SIF).

Il livello dei concorrenti e dei contributi scientifici è stato altissimo e il lavoro della commissione giudicatrice è stato particolarmente arduo. Alla fine il premio di mille euro è stato conferito alla dottoressa Benedetta Giannasio per la comunicazione: “Risultati paziente-percepiti del trattamento chirurgico tradizionale del reflusso safenico con diverse tecniche anestesiologiche”.  Ora la vincitrice potrà presentare il suo lavoro scritto che dopo la valutazione del comitato editoriale sarà pubblicato sulla rivista ufficiale della SIF.

Il notevole successo del Premio Pierina Benzoni di quest’anno ci deve fin d’ora impegnare per far si che al prossimo congresso nazionale di Napoli la partecipazione dei giovani flebologi della nostra società sia ancora più nutrita e di alto livello.

Premio Pierina Benzoni a cura della Associazione per lo Studio e la Terapia delle Flebopatie ed Arteriopatie Periferiche

Il Varicocele pelvico femminile

Quadro di varici della coscia ad origine vulvare secondarie a varicocele pelvico

Quadro di varici della coscia ad origine vulvare secondarie a varicocele pelvico

IL VARICOCELE PELVICO FEMMINILE

Si tratta di una patologica dilatazione e perdita di tono dei plessi venosi periuterini e ovarici che, oltre a provocare una sintomatologia pelvica ben nota ai ginecologi (Sindrome da Congestione Pelvica), è talvolta responsabile del realizzarsi di specifici punti di fuga, attraverso i quali l’ipertensione venosa dal bacino può propagarsi agli arti inferiori. Si determinano così quadri di insufficienza venosa caratterizzati da sintomatologia e distribuzione topografica particolari. L’incontinenza venosa colpisce, nella maggioranza dei casi, la vena ovarica sinistra, per motivi anatomici, ma non mancano casi di bilateralità per la presenza di ampie anastomosi venose ovo-ovariche

Nella donna il varicocele pelvico si associa frequentemente a dolore pelvico cronico riferito a livello del basso ventre, intermittente o continuo, spesso in coincidenza con il ciclo mestruale; talvolta può estendersi alla parte posteriore delle cosce e delle natiche e spesso si accompagna a sintomi di urgenza urinaria, a costipazione intestinale o a congestione emorroidaria.

In più di 1/3 delle pazienti si presentano dolori durante il rapporto sessuale, nel 15% dei casi si manifesta dismenorrea e nel 60% si presentano varici della parte inferiore della vagina, della vulva e degli arti inferiori. Si tratta in quest’ultimo caso di varicosità atipiche perché tendono a distribuirsi alle cosce in territori diversi da quelli abituali per l’ insufficienza ostiale della safena, prendendo origine da plessi venosi emorroidari, del perineo (zona anatomica comprendente ano e genitali esterni), delle grandi labbra o della regione inguinocrurale (foto).

Per approfondire prosegui in “articoli”: Il trattamento endovascolare del varicocele pelvico.

Edema Linfatico

EDEMA LINFATICO

Giorgio Biavati

Giorgio Biavati e il Dott. Massimo Pisacreta

Giorgio Biavati e il Dott. Massimo Pisacreta

Biavati è un uomo di grande simpatia ed intelligenza. Ci siamo subito capiti. Correva un grosso rischio. I sintomi che aveva accusato erano solamente il campanello d’allarme di un evento più grave che stava per accadere. Non riusciva a parlare correttamente, aveva difficoltà ad esprimere i concetti, era spaventato. Il suo cervello non rispondeva correttamente, erano i segni di un’ischemia, la mancanza di sangue ad una parte dell’encefalo probabilmente dovuta ad una piccola embolia.

La causa dell’embolia la trovammo quasi subito grazie ad un’ecodoppler delle sue carotidi che dimostrava un restringimento della carotide sinistra, una placca, probabilmente ulcerata. L’intervento per  rimuovere la placca era necessario e doveva essere eseguito rapidamente. L’intervento era rischioso? Certamente come ogni gesto chirurgico comportava dei rischi ma questi  erano di gran lunga inferiori al rischio costituito dall’ischemia in atto.

Abbiamo isolato chirurgicamente la sua carotide e all’interno abbiamo trovato una placca ulcerata sulla quale si era formato un coagulo che era in procinto di distaccarsi e creare un embolo che avrebbe causato, quasi sicuramente, un ictus devastante. Siamo arrivati in tempo. Dopo pochi giorni Giorgio festeggiava con le infermiere la sua dimissione dall’Ospedale Luigi Sacco e faceva autografi. Io gli raccomandavo di cambiare atteggiamento ed essere attento alla dieta e a tutti i fattori di rischio che sappiamo causare direttamente o indirettamente le arteriopatie: fumo, ipertensione, alterazioni dei parametri ematochimici come glicemia, colesterolo e trigliceridi. Infine gli ho detto che grazie alla sua notorietà poteva essere un messaggero di salute e poteva trasmettere agli altri gli insegnamenti ricevuti dalla sua esperienza. Così ha iniziato a collaborare con la nostra associazione e si è fatto portavoce della nostra parola d’ordine: prevenzione.

Prevenzione nell’ambito delle arteriopatie, soprattutto delle arteriopatie che colpiscono i vasi a terminazione cerebrale come le carotidi, è conoscere quali sono i fattori di rischio. Stress, vita convulsa, ipertensione, fumo, alcolici, dieta sregolata e ricca di grassi, diabete, sindrome metabolica intesa come alterazione in associazione di vari fattori come colesterolo, trigliceridi, glicemia sono gli elementi più noti e facili da controllare ed eliminare. Bisogna tentare di modificare il modello di vita, cercare di eseguire un’attività fisica, possibilmente all’aperto, tenere una dieta ipocalorica.

Inoltre quando vi è un dubbio rivolgersi al medico. Questi potrà eventualmente consultare uno specialista.

Infine abbiamo nelle nostre mani un’arma formidabile, la diagnostica incruenta per ultrasuoni. In sostanza si tratta dell’ormai noto ecocolordoppler. Un ecografo specifico che ci fornisce immagini ecografiche molto dettagliate dei vasi sanguigni associando ad esse dati sulla velocità e caratteristiche del flusso sanguigno. Questa mole di dati ci fornisce tutte le possibilità di eseguire una diagnosi precoce di arteriopatia e di prevenire malattie gravi e invalidanti come l’ictus cerebrale, l’aneurisma dell’aorta addominale rotto,  le arteriopatie degli arti inferiori.

Io con alcuni miei collaboratori abbiamo fondato l’associazione per lo studio e la cura delle arteriopatie e flebopatie periferiche ASFAP. Uno degli scopi dell’associazione è proprio quello di permettere alla persone come Giorgio Biavati di aiutarci a divulgare la conoscenza delle malattie dei vasi sanguigni. Questo porterà le persone ad avere una maggior coscienza della gravità di queste patologie e a sapere che la loro  prevenzione è possibile; che la diagnosi precoce è necessaria e porta ad una riduzione importante delle conseguenze di queste malattie; che curare queste affezioni è molto costoso e comporta uno sforzo immane per la società  in termini di risorse umane, strutturali ed economiche.

 

Grazie Giorgio!

Massimo Pisacreta

7-8-9 novembre – Robert Stemmer -

5° Seminario di Robert Stemmer “The compression Therapy and phlebolymphologi.  Napoli 7-8-9  Novmbre

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http://www.terapiacompressiva.it/wp-content/uploads/2012/10/bozza_cartolina_con-patrocini_vericale.pdf

Congresso 19 ottobre 2013

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 III  Congresso Regionale S.I.F.  Regione Piemonte

http://www.societaitalianaflebologia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=202:iiid-congresso-regionale-sif-regione-piemonte&catid=53:congressi&Itemid=53 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Donazioni

donazioni

 

 

 

 

 

 

Come aiutare l’Associazione:
Bonifico su C/C n. 259380 Banca Carige – Ag. 6 Milano cod.386

iban: IT 25H0343101606000000259380

Intestato a: ASFAP – Associazione per lo Studio delle Flebopatie e Arteriopatie Periferiche

Per maggiori Informazioni:

ASFAP
Via G.B. Grassi, 74 02/39043033
Sito web: www.vascolaresacco.com
E-mail: massimo.pisacreta@unimi.it

Congresso di Caserta 2013

CAserta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Seconda edizione del premio Pierina Benzoni.

Consegnato dal Presidente dell’ASFAP Massimo Pisacreta per la migliore presentazione di un giovane ricercatore.

Patologia Arteriosa

Sala operatoria vascolare2

Le patologie di cui ci occupiamo sono la patologia carotidea,  gli aneurismi  dell’aorta addominale e le arteriopatie periferiche.Per quanto attiene la patologia carotidea ci occupiamo di diagnostica non invasiva eseguendo l’ecocolordoppler dei tronchi sopra aortici (TSA) .
Da un punto di vista operativo ci occupiamo di chirurgia della biforcazione carotidea da oltre 25 anni avendo optato negli ultimi 15 per la tecnica di endoarteriectomia per eversione e reimpianto della carotide interna .

Ci occupiamo di aneurismi dell’aorta sotto e infrarenale.

In ambito di chirurgia delle arteriopatie periferiche ci   occupiamo di by-pass sopra e sottoarticolari.

Inoltre in questi anni, forse più che in altri campi della chirurgia, la Chirurgia Vascolare ha subito rapidissime evoluzioni, soprattutto in considerazione dell’introduzione degli interventi cosiddetti “mini-invasivi”. Si tratta di interventi chirurgici che con l’esecuzione di minime incisioni cutanee o addirittura solamente eseguendo una puntura con ago delle arterie, permettono la dilatazione di vasi sanguigni ristretti o l’esclusione delle zone di arteria dilatate (il cosiddetto aneurisma). In questo ambito, grazie alla collaborazione di colleghi emodinamisti, abbiamo sviluppato tecniche endovascolari molto avanzate.