Scleromousse

 

Fig 1 Grossa varice posteriore del ginocchio

Fig 1 Grossa varice posteriore del ginocchio

Le vene varicose sono da sempre un problema rilevante sia per il disturbo clinico che comportano sia per l’evidenza estetica che le contraddistingue.
Quando la tumefazione delle varici si fa notare, i segni azzurri o verdastri al disotto dell’epidermide sono evidenti, quando disturbi come senso di pesantezza, bruciore, prurito o dolore alle gambe compaiono e si fanno insistenti, ecco arrivato il momento di intervenire per evitare che il peggioramento della situazione clinica porti a disturbi molto più gravi come, ad esempio, varicoflebiti, dermatosclerosi, eczema.
Chi soffre di questi disturbi è spesso renitente a farsi visitare dato che ha chiara nella mente la prospettiva chirurgica e, spesso, non ha intenzione di affrontare l’argomento con lo specialista per pigrizia e/o paura. Ci sono sempre talmente tali e tanti impegni che il tempo per affrontare con serietà l’argomento non lo si trova mai.
Oggi, grazie ad una tecnica scleroterapica innovativa, il paziente ha un motivo in meno per evitare di curarsi correttamente. Infatti con questa tecnica è possibile curare ambulatorialmente anche varici importanti che fino a poco tempo fa necessitavano obbligatoriamente dell’intervento chirurgico.
La schiuma, infatti, ha un efficacia molto maggiore dei comuni liquidi sclerosanti e permette di ottenere l’occlusione anche di varici di grosso calibro (fig.1).
La tecnica di preparazione della schiuma è estremamente semplice ed è stata messa a punto e quasi banalizzata dall’idea geniale di un flebologo italiano, il Dott. Lorenzo Tessari.
La preparazione della schiuma viene effettuata miscelando il liquido contenuto in una siringa con l’aria contenuta in un’altra siringa che comunicano attraverso un rubinetto (fig 2).

Fig 2 Siringhe prima della preparazione della schiuma

Fig 2 Siringhe prima della preparazione della schiuma

Per un effetto fisico noto spingendo alternativamente sugli stantuffi delle due siringhe si ottiene rapidamente la schiuma (fig. 3). Essa, iniettata nelle vene ammalate, garantisce un contatto con la parete più prolungato e, di conseguenza, un’azione sclerosante molto migliore su vene di calibro maggiore (fig. 4).

 

Fig 3 Siringhe con la schiuma pronta

Fig 3 Siringhe con la schiuma pronta

Dopo l’iniezione sclerosante e una pausa di tempo durante la quale si favorisce l’azione della schiuma sclerosante, si esegue un bendaggio compressivo e il paziente può riprendere le sue attività normali (fig 5).

Questa terapia è adatta a qualsiasi paziente ma trova soprattutto indicazione in tutti i casi ove abbiamo una controindicazione all’intervento chirurgico come in pazienti anziani, in quelli che assumono terapie anticoagulanti, che hanno fattori di rischio importanti o che non possono in nessun caso lasciare la loro attività.
Il bendaggio viene tenuto per qualche giorno e viene sostituito poi con una calza elastica che deve essere portata per almeno un mese.

Fig 4 Esecuzione della sclerosi della varice del ginocchio

Fig 4 Esecuzione della sclerosi della varice del ginocchio

Spesso per trattare completamente un arto inferiore sono necessarie più iniezioni e più sedute. Solitamente le sedute sono settimanali.
Per effettuare questa tecnica è indispensabile l’uso della tecnica ecografia sia nella fase diagnostica, per poter programmare la strategia terapeutica a seconda della situazione emodinamica delle varici del soggetto, sia in quella dell’iniezione, dato che tramite l’ecocolordoppler si può seguire il percorso della schiuma sclerosante e valutarne effetti e progressione.

Fig 5 Bendaggio compressivo in sede

Fig 5 Bendaggio compressivo in sede

Dott. Massimo Pisacreta