Un minuto vale una vita

dilatazione aneurismatica

dilatazione aneurismatica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Un minuto che vale una vita” è il titolo della campagna di sensibilizzazione lanciata dalla nostra società scientifica, la SICVE (società italiana di chirurgia vascolare ed endovascolare), per creare attenzione su di una patologia molto nota e sempre maggiormente diffusa: l’aneurisma dell’aorta addominale.

Questa malattia colpisce l’aorta, l’arteria principale del nostro organismo, nel suo tratto addominale.

A questo livello, nei soggetti normali, il calibro di questo vaso sanguigno è di circa un centimetro e mezzo, due. Quando questa dimensione aumenta, si crea una dilatazione e si parla genericamente di ectasia dell’aorta addominale. Qualora questo calibro raggiunga il doppio delle dimensioni considerate normali, si parla di aneurisma.

L’aneurisma non dà molti problemi, qualche volta dà qualche sintomo doloroso agli arti o alla schiena in regione lombare, ma nella stragrande maggioranza dei casi non dà segno di sè.

A causa di un principio fisico noto come legge di Laplace una sfera  tende a dilatarsi nel tempo, più o meno rapidamente, nello stesso modo in cui una bolla di sapone si gonfia.

E’ piuttosto logico pensare che una dilatazione con una forma approssimativamente sferica come appunto l’aneurisma, sottoposto ad una pressione interna, quella del nostro sangue, e sottoposto ad un ciclo di compressioni ritmiche, impresse dalla contrazione cardiaca, tenda a dilatarsi anch’essa nel tempo. Dato che l’aneurisma è spesso asintomatico, questo suo processo di dilatazione avviene, quasi sempre, silenziosamente in modo discreto e subdolo.

Purtroppo nel modo della fisica, la bolla di sapone, che prima abbiamo portato ad esempio, tende a scoppiare. Parimenti l’aneurisma dell’aorta addominale nel suo processo di dilatazione tende a indebolirsi a livello della parete e, col tempo, a rompersi.

Questa rottura evidentemente comporta un’emorragia che può essere molto grave e portare ad un’emergenza chirurgica che si definisce “aneurisma in rottura” o “aneurisma rotto”.

Il processo può essere più lento, come nel caso di una diga che cominci a scricchiolare e cedere, e in questo caso di parla di “fissurazione”, fenomeno che prelude alla rottura e può durare anche giorni. In questo caso compaiono dei sintomi che è importante individuare e che possono portare ad una diagnosi e ad un intervento tempestivi.

In altri casi il processo è brutale come il crollo improvviso della nostra diga che prima ho portato ad esempio. In questa modalità l’aneurisma si buca in modo letterale e l’emorragia è piuttosto violenta, si crea un ematoma molto grosso che tenta di tamponare la rottura e il buco, i sintomi sono molto importanti e quasi sempre subentra un quadro di shock, ma, in questo caso, l’intervento, anche se eseguito tempestivamente, ha un alto tasso di insuccesso e il paziente può morire ugualmente.

Ecco che la campagna di sensibilizzazione serve a individuare i soggetti portatori di aneurisma dell’aorta addominale prima della comparsa dei sintomi che, come abbiamo visto, sono purtroppo spesso tardivi. Il modo per poter individuare l’aneurisma dell’aorta è l’ecografia, o meglio, nel caso della patologia vascolare, l’ecocolordoppler. Questo esame, assolutamente indolore e incruento, è soprattutto indicato nei pazienti a rischio (ipertesi, cardiopatici, diabetici, dislipidemici, fumatori, con familiarità par arteriopatie o cardiopatie ecc.) e nei soggetti che abbiano superato i 65 anni. Un esame ecocolordoppler preventivo dell’aneurisma addominale comporta il tempo di poco più di un minuto ed è per questa ragione che la campagna di prevenzione è stata definita “un minuto che vale una vita”. Perdere un minuto del tuo tempo per un esame che può salvarti la vita.

E’ utile quindi seguire il consiglio di questa iniziativa perché, usando le parole della campagna, è meglio perdere un minuto della propria vita che perdere la vita in un minuto!

Manifesto dell’iniziativa per la prevenzione della rottura dell’aneurisma addominale

Manifesto dell’iniziativa per la prevenzione della rottura dell’aneurisma addominale